REGISTRO STORICO TRIUMPH: RST 199

Numero Registrazione199
ClassificazioneMODIFIED
Data Iscrizione21/02/2017
ModelloTRIDENT 900 (ALU) “GERONIMO”
Tipo
Nr. Telaio
Nr. Motore
Model year1992
Anno immatricolazione
Targa
Cilindrata885 cc
Numero cilindri3
Potenza massima99 CV
Colore originale
Link pagina web esternaFedrotriple Alu
E-mail proprietariogliocchialidiangelo@libero.it

NOTE:
La motocicletta di questa pagina è la mitica “Geronimo” la prima Trident ALU costruita dalla concessionaria ufficiale Numero Tre Milano e moto personale di Carlo Talamo. E’ lo stesso esemplare fotografato e provato dalle riviste dell’epoca.

Dopo essere stata esposta per diversi anni presso un famoso locale di Biella, nel 2012 “Geronimo” è arrivata nelle mani di Robero Rossi della concessionaria Harley-Davidson di Mantova. Nello stesso anno è stata acquistata dal nuovo proprietario che ha provveduto ad effettuare una approfondita revisione meccanica presso l’officina di Domenico Pettinari. Specchietti e indicatori di direzione sono stati aggiunti in un secondo tempo per permettere la circolazione su strada.

Storia della Trident ALU tratta da Fedrotriple.it:
Nel 1992 in via Niccolini, sede della Numero Tre, vengono preparate le prime “special” su base Triumph: all’inizio si tratta più che altro di verniciature personalizzate, poi iniziano le richieste di modifiche agli scarichi, ai manubri, alle pedane, ai freni e ad altri particolari.
A metà del ’93 Carlo Talamo pensa di modificare una Trident 900 in una vera café racer di quelle che si vedevano attorno all’ACE CAFE’ tutte alluminio e passione. La linea è ispirata alle café racer inglesi anni ’50/’60 anni in cui le “superbike stradali” nascevano in piccole officine o addirittura nei garage dei proprietari… citiamo solo alcuni nomi storici come le Triton, le Trisba e le mitiche Norvin.
Geronimo fu la prima delle ALU: Carlo arrivò un giorno dall’Inghilterra con un serbatoio in alluminio mentre il codone in alluminio fu ordinato ad un famoso artigiano dell’hinterland milanese.

La provenienza delle sovrastrutture di alluminio non è ancora del tutto chiara. Domenico Pettinari ricorda  “Carlo tornava dai suoi viaggi in Inghilterra sempre con nuove idee e pezzi per creare le sue moto. Un giorno mi portò due codoni e due serbatoi per costruire due Alu”. Il serbatoio è quasi sicuramente di provenienza Harris, anche se qualcuno racconta che in realtà furono costruiti da un artigiano inglese di Bournemouth. I codoni, tranne i primissimi pezzi, sono stati costruiti in Italia e le voci più accreditate fanno riferimento all’officina di Libanore di Monza che prese spunto dal codone delle Laverda SFC.

Il lavoro più evidente che si nota delle Alu è la notevole diminuzione del peso (circa 35kg!) raggiunto eliminando tutte le sovrastrutture non necessarie e sostituendo la carrozzeria di serie con il kit in alluminio lucidato composto da serbatoio, codone, ed altri particolari. La sella è immancabilmente monoposto mentre tutta la strumentazione “inutile” lascia il posto ad un unico contagiri a volte originale Triumph o più spesso ad un prestigioso Autometer.

Sul codino posteriore in alluminio è spesso montato un fanale di derivazione Land Rover. Il parafango anteriore è quello di serie, ridotto al minimo indispensabile. Le piastre della forcella, le pedane arretrate, il tappo dell’olio, il rubinetto della benzina, il piccolo pomello dello starter (sulla sinistra dei carburatori) sono tutti in alluminio lavorato dal pieno. Il risultato è un guadagno di circa 35 kg, cioè una moto da circa 180 kg contro i 212 della Trident di serie.

Dal punto di vista della meccanica, il trecilindri inglese non è stato volutamente toccato visto che già nella configurazione di serie eroga un centinaio di cavalli all’albero, più che sufficienti per divertirsi. L’unica eccezione è stata quella di accorciare leggermente i rapporti per sfruttare meglio la coppia. Anche il telaio monotrave, il forcellone, le sospensioni, persino le ruote e i comandi al manubrio (quelli rimasti, perché sono scomparsi il claxon, il devioluci e le frecce) sono esattamente quelli della Trident di serie. Le ore spese dal team Numero Tre di Milano sono incalcolabili.

Il corto scarico a megafono tre in uno regala un ruggito rabbioso, che si trasforma in un urlo lacerante a gas spalancato, ricordando le mitiche Trident da corsa anni ’70. Il telaietto posteriore è accorciato per adattarsi meglio al codone così come i cablaggi sono modificati a causa nuova posizione della centralina.

La “Alu” era pubblicizzata all’epoca con il nome “Speed Triple”, ancora prima che la casa madre presentasse la Speed Triple di produzione. Ecco svelato l’origine del nome della street fighter inglese che entrerà in produzione nel 1994.