R E G I S T R O   S T O R I C O   T R I U M P H :   RST 087
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Numero Registrazione 087
Classificazione
PRE-HINCKLEY
Data Iscrizione
31/03/2014
Modello
3HW
Tipo
3HW
Nr. Telaio
TL 37887
Nr. Motore
3HW 47887
Anno produzione
1943
Anno immatricolazione
1952
Targa
TO 107173
Cilindrata
343 cc
Numero cilindri
1
Potenza massima
17 CV
Colore originale Standard Camouflage Colour No.2 (SCC N.2) (brown)
Link pagina web esterna
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E-mail proprietario
cortegori@alice.it







 

 

 


Catalogo ricambi, manuale uso e manutenzione e manuale d'officina







(Triumph 3HW originale del 1942)




2014 - La 3HW fotografata a Bayeux in occasione della rievocazione storica organizzata nel giugno del 2014 per il 70° anniversario dello Sbarco e della Battaglia di Normandia.



OSSERVAZIONI TECNICHE/ESTETICHE:

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NOTE: Con l’avvento della seconda guerra mondiale i costruttori di motociclette, Triumph inclusa, ricevono l’incarico di progettare e costruire mezzi per l’esercito. Il modello che Triumph progetta per l'esercito inglese è dotato di valvole laterali. Purtroppo il primo lotto prodotto, pronto per la consegna, viene distrutto durante lo spaventoso bombardamento di Coventry. Costretta a spostare la produzione temporaneamente su Warwick (e dal 1942 a Meriden), Triumph allestisce in tutta fretta un nuovo modello partendo dalla versione civile 3H a cui, a livello di sigla, si aggiunse la W (=war). Si tratta sostanzialmente della Tiger 80, precedentemente conosciuta come Model 3/1 e progettata negli anni ’30 da Val Page, convertita all'uso militare.

Grazie al suo motore brillante da 350 cmc (a differenza delle altre moto messe a disposizione per l'esercito aveva le valvole in testa e non laterali), la 3HW era molto apprezzata per le sue prestazioni. Questi i quantitativi di  motociclette fornite all'esercito inglese durante il secondo conflitto mondiale dai costruttori britannici: 126.000 BSA WM20, 90.000 Norton 16H, 40.000 Ariel 350W/NG e 26.000 Triumph 3HW.

Dopo la guerra la 3HW sarà spesso usata come base per la realizzazione di moto da competizione (cross e velocità) con ottimi risultati. Oggi è relativamente rara, proprio perché prodotta in un numero limitato di esemplari di cui relativamente pochi sopravvissuti, nonostante questo è relativamente facile trovarla in Italia: probabilmente venne indirizzata maggiormente su questo teatro di guerra (oltre che in India). Va comunque ricordato che la Triumph 3HW è stata la motocicletta prodotta in maggior numero di esemplari dall’azienda inglese tra il 1940 ed il 1945.

L’esemplare qui raffigurato faceva è parte dell’ordine “War Department Contract S1246” di 2500 pezzi (Service Number: 5205018 - 5207617) inviato nel 1943 dal governo inglese alla Triumph di Meriden. Prodotta nell’aprile del ’43 questa 3HW è probabilmente arrivata in Italia nel luglio dello stesso anno in occasione dello sbarco in Sicilia (denominato in codice operazione Husky), un’operazione militare messa in atto dalle forze alleate.

In occasione del restauro, iniziato nel 2009 da un “mucchio di pezzi”, l’attuale proprietario ha deciso di riportare la motocicletta il più possibile conforme all’originale. Particolare menzione deve essere fatta sulla scelta della colorazione. Fino al 1943 i colori dei veicoli militari inglesi potevano essere il verde, il khaki o il marrone e, a seguito di riparazioni o interventi sul campo, i colori potevano cambiare in relazione alla disponibilità delle vernici rendendo il panorama delle tinte molto variegato. Solo dal 1944 i veicoli militari, motociclette comprese, verranno verniciate in un unico verde comune con gli alleati statunitensi.
Dal numero di telaio e di motore di questa 3HW il proprietario è risalito al lotto di produzione e al reparto di destinazione. La colorazione di base è "Standard Camouflage Colour No.2 (SCC N.2) (brown)" per realizzare la quale è stato adottato il marrone MIL A13 del catalogo ASI - Lechler. Sono state inoltre riportate le insegne della 51° Divisione di Fanteria Scozzese “HIGHLANDERS” e del 61° Reggimento di Artiglieria Anticarro oltre ai numeri di matricola militare e ai portaborse. Va sottolineato che questi reparti hanno effettivamente operato in Italia e che la matricola riportata sul serbatoio è quella effettivamente associata al numero di telaio.

Grazie ad un'accurata ricerca, il proprietario è riuscito anche a recuperare la documentazione originale riferita al lotto esatto di produzione di questo esemplare: catalogo ricambi, manuale uso e manutenzione e manuale d'officina.



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