R E G I S T R O   S T O R I C O   T R I U M P H :   RST 019
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Numero Registrazione 019
Classificazione
MODIFIED
Data Iscrizione
21/01/2013
Modello
Speed Triple
Tipo
T301
Nr. Telaio
037646
Nr. Motore
-
Anno produzione
Febbraio 1996
Model Year 1996
Anno immatricolazione
1996
Targa
-
Cilindrata
885 cc
Numero cilindri
3
Potenza massima
97 CV
Colore originale Fireball Orange
Link pagina web esterna
-
E-mail proprietario
gitiellemoto@gitiellemoto.it







 



MODIFICHE:

innumerevoli




NOTE: Tratto da un articolo di Motociclismo:

"FC2. Una moto a due facce. Una morbida, quasi tormentata. L’altra pulita ed essenziale, caratterizzata da linee tese. L’ha realizzata il friulano Ferruccio Codutti modellando l’alluminio col martello.

FC2 non è una formula chimica o fisica, ma un acronimo che si presta a più interpretazioni. FC sta per Ferruccio Codutti, dal nome del suo creatore.

FC2. Come due facce
Ma ora questa nuova opera ha nome. E sta racchiuso proprio in due lettere e un numero.
Però FC2 indica anche “due facce”. Dove le due visioni laterali della moto sono completamente diverse l’una dall’altra.
Riduttivamente potrebbe essere definita una Streetfighter originale e futuristica. La sua particolarità più lampante è che non è speculare. Cioè il lato destro non è uguale al sinistro. La differenza tra le due viste è netta e si riscontra in ogni dettaglio.

La destra è nuda
Sul lato destro è completamente nuda e la meccanica si sposa perfettamente con il telaio a traliccio e con le forme aggressive. I tre collettori di scarico convergono in uno già davanti al motore e il grosso tubo si snoda sul lato destro, sopra il carter frizione per passare attraverso il telaio, fino a sfociare in due lunghi terminali a cono e controcono posizionati sotto il codino.

Su questo lato tutto è improntato al minimalismo e all’aggressività, dalla forma del cupolino alla capriata di sostegno del parafango posteriore. Minimalismo alla Codutti s’intende: volumi contenuti, ma finiture e dettagli maniacali.

La sinistra è piena, futuristica
Sul lato opposto le forme sono più piene, eleganti, futuristiche.
Il corto parafango anteriore da questo lato diventa più avvolgente e abbraccia il fodero della forcella. Il cupolino è tutto diverso, e si sviluppa come un abbraccio che - come un’estensione del serbatoio - avvolge l’avantreno.

Dimensioni importanti anche per la mascherina del radiatore che si lega sia alla parte superiore sia, idealmente, alla parte inferiore. Da qui continua in un elaborato spoiler che, oltre a contenere la batteria, si prolunga fin sotto il forcellone fungendo da paracatena inferiore.

Il parafango posteriore che ingloba il carter catena è un trionfo di forme ma mai pesanti, così come la struttura scatolata che si prolunga tra i due scarichi quale loro sostegno e termina inglobando il fanalino di coda.
La scocca è un vero capolavoro, difficile da descrivere, ma sicuramente molto più difficile da realizzare senza disegni e con il solo ausilio del martello e della lamiera di alluminio.

Codino e serbatoio sono tutt’ uno e il tappo di rifornimento si trova sul lato destro del codino, poco sopra l'oblò dove è scritta la parola “basta” in friulano, a indicarne il livello massimo.
Sull’altro lato, nella scocca stessa, è ricavata l’impugnatura, per sostenere la moto quando si mette sul cavalletto.
Insomma: si fa prima a dire cosa è rimasto originale. Perciò segnaliamo che, oltre al motore, sono di derivazione Triumph il forcellone, le ruote e la strumentazione. Tutto il resto è frutto delle martellate sapienti di questo Thor nostrano: Ferruccio Codutti. Ricordatevi questo nome."



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