R E G I S T R O   S T O R I C O   T R I U M P H :   RST 002
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Numero Registrazione 002
Classificazione
MODIFIED
Data Iscrizione
31/12/2012
Modello
Speed Triple
Tipo
509 RP (SS - PGB Speed Triple)
Nr. Telaio
054834
Nr. Motore
-
Mese/Anno produzione
Giugno 1997
Model Year 1997
Anno immatricolazione
1997
Targa
-
Cilindrata
885 cc
Numero cilindri
3
Potenza massima
106 CV
Colore originale Jet Black
Link pagina web esterna
-
E-mail proprietario
muzmuz@tiscali.it







 

 

 

 

 

 



MODIFICHE:

Filtri K&N, scarichi 3 in 1 in 2 RM Racing in acciaio
Telaio e cerchi lucidati
Ruota posteriore 180/55-ZR 17 omologata con nullaosta Triumph
Dischi freno Braking Wave
Parafango standard modificato RM Racing
Pinze e forcella upside down Yamaha R1 2001, steli da 41 mm (nelle foto la forcella è originale)
Piastra di sterzo in alluminio Style & Performance
Cupolino modificato da RM Racing
Piastra contagiri in alluminio RM Racing
Spie strumentazione Road Racing
Supporto fanali billet Rizoma
Manubrio Laverda 1000 cinque pezzi (nelle foto ancora Tommaselli Condor)
Specchietti Rizoma
Modifica al coperchio radiatore RM Racing
Verniciatura e aerografie Gianfranco Filippini / Kustom Drink Paint
Codino monoscocca Kompo-Tech
Sella RM racing
Carter pignone e generatore Road Racing
Carter catena Rizoma
Fanalino Ducati
Lucidature Donato Masi
Viteria in Ergal



NOTE: La «Speed 3ple» (come reca scritto sui fianchi del codino) appartiene a Paolo Sormani, giornalista che attualmente lavora nella redazione del mensile Riders. Fu acquistata nel 2001 dopo il furto della precedente e odiamata Moto Guzzi V11. Quella che  sembrava una sfortuna, fu considerata la splendida occasione per provare finalmente il motore tre cilindri che, come tentò di spiegarmi uno dei primi clienti Numero Tre, «non è un due, ma neanche un quattro. Capisci?».

La T509 dell'agosto del 1997, una delle prime «doppio faro» immatricolate in Italia, fu acquistata a Bologna nel novembre 2000 a un collaudatore della Ducati con due proprietari e appena 11.000 chilometri alle spalle. Probabilmente a causa di una scivolata in pista, il radiatore originale era stato sostituito con quello della 955i. Per ragioni anche estetiche, invece, il telaio era stato lucidato senza intaccarne le bave di saldatura, mentre i cerchi erano stati cromati.

Fin dall'inizio, la trasformazione fu affidata a Roberto Nesi di RM Racing a Bergamo. Il primo passo fu uno scarico alto in carbonio della Conti al posto del sifone originale. In questa prima conformazione, macinò curve e tornanti per un'estate e un inverno.

Lavorando nella redazione della rivista bimestrale Cafe Racer, il proposito di personalizzazione più radicale fu subito colto per sviluppare un progetto che sarebbe culminato in un articolo.

Furono contattati i fornitori di parti speciali con i quali la redazione era nei rapporti più stretti. Mentre la parte costruttiva era seguita da RM Racing, per la carrozzeria si decise di scegliere il miglior verniciatore e aerografista custom italiano: il bresciano Gianfranco Filippini, che con il nome d'arte di Kustom Drink Paint mieteva successi ai bike show. Con lui si decise, letteralmente al telefono, uno schema di verniciatura che abbinasse le due massime espressioni britanniche nelle corse degli anni Cinquanta: la Norton Manx 500 e la Jaguar D-Type. La zona centrale della moto è solcata longitudinalmente da una scallop argento metallizzato con filetti rossi e neri, sul verde bottiglia adottato dalle Jaguar. I fregi con il gatto Felix (un gatto nero può essere un ottimo portafortuna) e le bandiere incrociate sono stati eseguiti in aerografia. Nessuna decal. La moto fu quindi presentata fuori concorso al Bike Show di Padova (il proprietario era membro della giuria) e pubblicata sul numero 23 di Cafe Racer di giugno/luglio 2002.

Nel 2004, la Speed 3ple perse per strada il parafango posteriore Roadracing (eccessivo stress meccanico per una lega di alluminio troppo morbida) e la forcella tradizionale per riceverne una a steli rovesciati con pinze freni cannibalizzate da una Yamaha R1 del 2001, il manubrio snodabile di una Laverda 1000, la pompa radiale Discacciati e altre parti speciali. La scelta di un pignone con un dente in meno e di una corona in Ergal da 45 denti, in maggiorazione ai 43 originali, fu abbandonata per la rottura della catena dovuta a eccessiva tensione e i consumi smodati.

Le cure più recenti sono state apportate da Francesco Savoldi, titolare di Triumph Brescia, che ha sostituito la centralina elettronica bruciata per un difetto congenito con un'altra originale di risulta, accordata alla perfezione con gli scarichi apertissimi e i filtri K&N dopo non pochi tentativi.




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